Paula Moltzan ha vinto sabato il gigante d’apertura di Sölden, la sua prima vittoria in Coppa del Mondo. Ha preceduto Lara Colturi di un centesimo ed Emma Aicher di 52, sul ghiacciaio del Rettenbach, dove la luce ha deciso la gara.
Un centesimo per la prima volta
Il cronometro ha esitato, poi ha sentenziato: 2'14"82 per Paula Moltzan, 2'14"83 per Lara Colturi. L’americana aspettava questo giorno da nove podi, cinque in gigante e quattro in slalom. Un anno fa, proprio qui, era arrivata seconda, a 58 centesimi da Julia Scheib.
Come la formica della favola, ha costruito la carriera un passo alla volta. Stagione dopo stagione ha raccolto piazzamenti e messo le sue manche al servizio delle gare a squadre. Sabato è arrivata la ricompensa.
Quinta dopo la prima manche, ha attaccato la seconda a tutta velocità. Miglior primo settore, 64 centesimi di vantaggio al secondo intermedio: la vittoria sembrava al sicuro. La parte bassa del tracciato gliene ha restituito quasi tutto. È rimasto un centesimo, abbastanza per sedersi sulla poltrona della leader e restarci.
Quest’anno Moltzan scia su sci Van Deer. È la prima americana, dopo Mikaela Shiffrin, a vincere un gigante di Coppa del Mondo dai tempi di Lindsey Vonn, ad Åre, nel dicembre 2015.
Colturi, a un soffio
Lara Colturi sale sul podio per l’ottava volta, ancora senza vittoria. Non era mai stata così vicina: finora il suo distacco minimo dalla vincitrice era di 55 centesimi, nello slalom di Gurgl del novembre 2024. Sesta al mattino, ha firmato il terzo tempo della seconda manche.
Passata a Head quest’estate, venerdì, alla presentazione della FIS, ha spiegato che la scelta era stata facile. La prima gara le dà ragione. Un centesimo, a Sölden, si era già visto: nel 2009 Tanja Poutiainen batté Kathrin Zettel con lo stesso margine.
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Aicher, la velocista che si invita sul podio
Emma Aicher era solo ventitreesima nella classifica di gigante. Doveva il pettorale 16 alla classifica generale: una regola della FIS apre i primi gruppi di partenza a chi vi conta almeno 500 punti. Nona dopo la prima manche, nella seconda non ha sbagliato nulla. Il suo ultimo settore, di gran lunga il più veloce della giornata, l’ha portata per un momento in testa.
La tedesca era già salita sul podio in discesa, in superG e in slalom. Le mancava il gigante.
Il cielo basso del pomeriggio
La giornata era cominciata a −7 °C, dopo una notte di neve. La partenza è stata rinviata di mezz’ora per finire di battere la pista, secondo Eurosport. Su un fondo duro e con buona visibilità, Mikaela Shiffrin ha chiuso in testa la prima manche, 14 centesimi davanti a Sara Hector e 37 davanti a Camille Rast.
Alle 13.30 il cielo si era chiuso. Luce piatta, foschia, qualche fiocco: le ultime a partire hanno sciato quasi alla cieca. Hector ha fatto il ventiduesimo tempo di manche, Rast il ventunesimo, Shiffrin il ventisettesimo. La leader del mattino chiude settima. Venerdì aveva consigliato di non puntare troppo su di lei a Sölden, una tappa di preparazione ai suoi occhi.
Le prime partenti, invece, hanno trovato una pista ancora leggibile. Maryna Gasienica-Daniel, ventinovesima nella prima manche, ha firmato la miglior seconda manche in 1'06"16. È rimasta a lungo sulla poltrona della leader e chiude nona, venti posizioni più su.
Ritorni e passi falsi
Julia Scheib, detentrice della coppa di gigante, non ha visto il traguardo. La più veloce di tutte al primo intermedio, ha commesso un errore di interno ed è stata sbalzata fuori dal tracciato. Si è rialzata senza conseguenze.
Petra Vlhová disputava la prima gara di Coppa del Mondo da gennaio 2024, a parte lo slalom olimpico di Cortina dello scorso febbraio. Undicesima nella prima manche, la slovacca ha ceduto nella seconda e chiude ventitreesima. Britt Richardson ha subito il crollo più pesante: quarta al mattino, ha commesso un grave errore nella parte bassa ed è finita ventisettesima.
Domenica, il gigante maschile, alle 10. Il calendario
Levi, slalom del 14 e 15 novembre. Levi aspetta il freddo