Copper Mountain avrebbe dovuto semplicemente aprire la parentesi nordamericana. Invece, il weekend ha già dato la misura dell’inverno olimpico che arriva: un Super-G dominato da Marco Odermatt, un gigante sorprendente con il primo successo della carriera per Stefan Brennsteiner, un Henrik Kristoffersen finalmente incisivo — e la sensazione che le gerarchie, almeno per ora, siano ben lontane dall’essere definite.
Super-G — Odermatt detta il passo
La prima gara di velocità dell’anno olimpico non ha tradito le attese: Marco Odermatt ha vinto in 1’07’’70, davanti a Vincent Kriechmayr (+0’’08) e Raphael Haaser (+0’’13). Una prova limpida, continua, quasi scolpita sulla neve secca e compatta di Copper — un ambiente che sembra fatto apposta per il suo modo di sciare.
1. Marco Odermatt (SUI) — 1:07.70
2. Vincent Kriechmayr (AUT) — +0.08
3. Raphael Haaser (AUT) — +0.13
4. Stefan Babinsky (AUT) — +0.39
5. Fredrik Møller (NOR) — +0.41
6. Lukas Feurstein (AUT) — +0.45
7. Stefan Rogentin (SUI) — +0.58
8. Guglielmo Bosca (ITA) — +0.61
9. Franjo von Allmen (SUI) — +0.75
10. Ryan Cochran-Siegle (USA) — +0.83
L’Austria è uscita con un blocco compatto e convincente: tre uomini nei primi quattro, cinque nei primi quindici. L’Italia ha mostrato solidità grazie a Bosca (8°), Paris (11°) e Franzoni (13°). Per la Norvegia, il ritorno di Aleksander Aamodt Kilde dopo l’infortunio è valso soprattutto come segnale: non ancora competitivo, ma di nuovo in pista.
Tra gli Stati Uniti buono il decimo posto di Cochran-Siegle, mentre la Francia ha messo in evidenza il giovane Alban Elezi Cannaferina (18°), una delle note più interessanti della giornata.
Gigante — Brennsteiner firma il capolavoro, Kristoffersen torna protagonista
Il giorno seguente, il gigante ha cambiato completamente il copione. Stefan Brennsteiner, 34 anni, ha conquistato la sua prima vittoria in Coppa del Mondo. Miglior tempo nella prima manche, gestione perfetta nella seconda: un successo atteso da una carriera intera.
Alle sue spalle è finalmente riemerso Henrik Kristoffersen: pulito, preciso, incisivo. Il secondo posto rimette il norvegese al centro della discussione per la sfera di gigante. Terzo Filip Zubčić, capace di rimontare dal 13° posto.
1. Stefan Brennsteiner (AUT) — 2:30.98
2. Henrik Kristoffersen (NOR) — +0.95
3. Filip Zubčić (CRO) — +1.00
4. Marco Schwarz (AUT) — 2:32.00
5. Alex Vinatzer (ITA) — +1.16
7. Léo Anguenot (FRA) — +1.34
DNF1. Marco Odermatt (SUI), Timon Haugan (NOR), diversi big fuori subito.
La grande notizia è proprio l’uscita di Odermatt nella prima manche: un errore raro, ma sufficiente per regalare a Brennsteiner il pettorale rosso di leader della disciplina (150 punti). L’Italia conferma un blocco stabile: Vinatzer 5°, Franzoni competitivo, Bosca positivo anche in gigante.
Focus: Italia
Un weekend confortante: Bosca nella top-10 in Super-G, Paris in crescita, Vinatzer vicino al podio in gigante. Franzoni continua a guadagnare continuità, mentre Casse e Innerhofer restano nel gruppo. Non ancora acuti, ma una struttura solida.
Cosa lascia Copper
Odermatt resta il riferimento, ma il gigante si apre di colpo. Kristoffersen ritrova ritmo, Brennsteiner diventa variabile nuova, l’Austria mostra profondità. L’Italia resta nel gruppo di testa, la Francia spunta con Anguenot, la Svizzera deve fare i conti con un errore insolito.
L’inverno olimpico prende forma. Ora tocca a Beaver Creek.