Julia Scheib festeggia la sua prima vittoria in Coppa del Mondo a Sölden
Julia Scheib assapora la sua prima vittoria in Coppa del Mondo sul ghiacciaio del Rettenbach (Foto: [credito])

Una prima manche autoritaria nonostante il vento

Alle 10 precise di sabato mattina, sotto un cielo variabile e in condizioni di vento sostenuto sulle alture del ghiacciaio del Rettenbach, Julia Scheib si lanciava con il pettorale 8 per segnare un tempo esplosivo di 1:07.80. La sua discesa, potente e impegnata, imponeva subito un livello che nessuna avrebbe più eguagliato.

Il tracciato disegnato dall'allenatore svedese Walter Girardi si rivelava particolarmente selettivo. Attaccando sin dall'uscita dello start sul settore relativamente pianeggiante del "Gletschertisch", Scheib eccelleva soprattutto nel muro ripido dell'"Eisfall" dove la pendenza raggiunge il 65%, prima di mantenere la velocità sulla parte finale piatta dell'"Elefantentränke" dove tante gare si decidono.

Paula Moltzan, con il pettorale 4, realizzava una manche pulita e veloce per posizionarsi in seconda posizione a 1.28, confermando l'eccellente forma della squadra americana. La giovane croata Zrinka Ljutić (pettorale 3), una delle rivelazioni tecniche del circuito, terminava terza a 1.32, dimostrando ancora una volta il suo immenso potenziale.

Mikaela Shiffrin, con il pettorale 20 dopo aver saltato gran parte della scorsa stagione a seguito di un grave infortunio addominale, consegnava una prima manche solida nonostante alcune imprecisioni nel settore superiore. Compensando con una sezione centrale e un finale potenti, l'americana si collocava in sesta posizione. "Mi sentivo bene. La mia preparazione prima di questa gara era solida, sono soddisfatta del mio sci in questo momento. L'unico compito è portare più intensità o più aggressività, cercare di trovare tempo da qualche parte", confidava tra le due manche, visibilmente determinata a conquistare la sua 98ª vittoria in Coppa del Mondo.

Una menzione speciale per la squadra americana che piazzava sei sciatrici nelle prime 30, la loro migliore performance collettiva in gigante da quasi tre decenni. Nina O'Brien (pettorale 11), 15ª della prima manche, AJ Hurt 18ª, e la giovane Elisabeth Bocock si qualificavano per la seconda manche.

Il pomeriggio dei colpi di scena

Alle 13, per la seconda manche tracciata dall'allenatore sloveno Alek Glebov, le condizioni erano sensibilmente mutate. Il ghiacciaio, esposto al sole del primo pomeriggio e battuto dai passaggi ripetuti delle atlete durante l'ispezione, presentava una neve più morbida e umida rispetto alla mattina. Queste condizioni primaverili, tipiche delle gare di Sölden a fine ottobre, avrebbero rimescolato le carte.

Nina O'Brien apriva le danze con un crono esplosivo di 1:07.85, il miglior tempo della seconda manche, risalendo dalla 15ª alla 6ª posizione finale. Un segnale d'allarme per le favorite. Lara Gut-Behrami, partendo in terza posizione nell'ordine inverso con il suo pettorale 6, realizzava una manche solida in 1:08.28 per prendere provvisoriamente la testa della classifica combinata.

Paula Moltzan, con il pettorale 4, confermava poi la sua eccellente forma della giornata. La sua seconda manche pulita e aggressiva (1:08.01, secondo miglior tempo) la proiettava in testa con più di mezzo secondo di vantaggio su Gut-Behrami. Le americane dominavano la classifica.

Poi arrivò il turno di Julia Scheib. La pressione era massima: 16.000 connazionali col fiato sospeso, la speranza di un'intera nazione sulle sue spalle, una prima vittoria in Coppa del Mondo a portata di mano. E Scheib, nonostante la posta in gioco, ha semplicemente sciato. Non il tempo più veloce (1:08.71), ma ampiamente sufficiente per conservare il vantaggio mattutino e regalarsi il primo successo della carriera. Con le lacrime agli occhi, parlava poi dell'importanza di questo risultato per tutta la squadra austriaca privata di un podio femminile in gigante da dicembre 2019.

Shiffrin sbaglia, la squadra USA brilla comunque

Restava Mikaela Shiffrin, a caccia della sua 98ª vittoria. L'americana iniziava la seconda manche con determinazione, e nel settore superiore, il suo sci appariva promettente. Ma a metà percorso, sulla porzione inferiore dove la neve si era notevolmente ammorbidita, Shiffrin perdeva il suo "timing", secondo le sue stesse parole. Un'esitazione sulla direzione da prendere, nulla di spettacolare, ma sufficiente a farle perdere tutta l'intensità che cercava di imprimere.

Con il 27º tempo della seconda manche su 28 al traguardo (1:08.44), crollava al 4º posto finale, a 1.42 da Scheib. La frustrazione era palpabile per colei che aveva dominato la disciplina prima dell'infortunio. "Ho cercato di sciare in modo aggressivo, ma ho perso il mio timing nella parte inferiore. È frustrante, ma è la prima gara. Ci sono ancora molte gare da venire", analizzava lucidamente.

Nonostante questa delusione, la squadra americana può rallegrarsi di un successo collettivo storico con sei sciatrici qualificate per la seconda manche in gigante, un evento mai visto da quasi tre decenni. La nuova generazione si afferma attorno a Moltzan e O'Brien, un buon auspicio per il prosieguo della stagione.

Una top 10 cosmopolita e promettente

Dietro il podio, la giovane albanese di 18 anni Lara Colturi (7ª), figlia dell'ex campionessa italiana Daniela Ceccarelli, confermava il suo status di futura stella con la migliore performance di una sciatrice albanese in Coppa del Mondo. La neozelandese Alice Robinson (8ª), la svedese Sara Hector (9ª) e la croata Zrinka Ljutić (10ª) completavano una top 10 particolarmente di alto livello e cosmopolita.

La norvegese Thea Louise Stjernesund (5ª) assicurava alla sua squadra ottimi punti per l'inizio di stagione, confermando la profondità dello sci norvegese femminile.

Appuntamento domenica per gli uomini

La carovana della Coppa del Mondo riprende già domenica su questo stesso ghiacciaio del Rettenbach con il gigante maschile, dove norvegesi e austriaci tenteranno di confermare il loro status di favoriti. Per le donne, prossimo appuntamento a Levi, in Finlandia, il 16 novembre per il primo slalom della stagione, una disciplina in cui Shiffrin potrà rapidamente riscattarsi.

Ma oggi è l'Austria a festeggiare. Nelle strade di Sölden e sulle piste del Rettenbach, la festa austriaca sarà al massimo questa sera. Julia Scheib ha regalato al suo paese il più bel dono per aprire questa stagione olimpica: una vittoria casalinga, attesa da così tanto tempo.