Il 24 ottobre, a Sölden, Paula Moltzan ha vinto il gigante d’apertura per un centesimo. Era la sua 146ª partenza in slalom e gigante di Coppa del Mondo. In mezzo, il posto perso in nazionale, tre inverni all’università ed estati da guida di rafting. Ritratto di una gregaria di lusso che ha imparato a vincere da sola.

La spaccata di Cortina

Cortina, 18 febbraio 2026, slalom olimpico. Paula Moltzan ha il pettorale 2. Dopo la prima manche è solo ventottesima, a 2,77 secondi. Al primo intermedio era ancora seconda, poi ha perso tutto nella parte bassa.

Nel pomeriggio parte per terza. Fa segnare il miglior tempo a ogni intermedio e al traguardo. Tredici atlete scendono dopo di lei senza batterla. È Mélanie Meillard a scalzarla, per quattro centesimi. Nella foto ha appena colpito una porta rossa e si salva in spaccata, braccia aperte. Non molla e risale fino all’ottavo posto.

In queste due manche c’è tutto il personaggio. Attacca dal cancelletto, anche a costo di pagarlo più in basso. E quando non c’è più niente da perdere, è la più veloce della pista.

Quattordici anni per una vittoria

Paula Moltzan è cresciuta in Minnesota, sulla piccola collina di Buck Hill, a sud di Minneapolis. La sua prima partenza in Coppa del Mondo risale al 25 novembre 2012, ad Aspen: pettorale 61, fuori nella prima manche. Aveva 18 anni.

Nel 2015, a Hafjell, diventa campionessa del mondo juniores di slalom. Secondo Team USA, nessuna americana c’era riuscita prima. Un anno dopo la nazionale non la conferma per la stagione successiva. I suoi risultati in Coppa del Mondo non bastano.

Il circuito senza nazionale costa caro: allenatori, viaggi, alberghi. Sceglie l’università. Quattro giorni dopo la notizia, secondo Ski Racing, ha un posto nella squadra dell’Università del Vermont. Lì studia biologia.

Già nella prima stagione, nel 2017, vince lo slalom del campionato universitario americano. Secondo il Boston Globe, nessuna matricola ci era riuscita dal 1986. L’anno dopo è seconda in slalom e terza in gigante.

In quegli anni di studio non scia d’estate. Lavora come guida di rafting in Massachusetts. Secondo Ski Racing, quei mesi lontani dalla neve le danno un solido blocco di preparazione atletica.

Il ritorno se lo conquista con le unghie. Prima della stagione 2019 ottiene di correre la selezione interna della squadra americana per lo slalom di Killington. Ha avuto solo cinque giorni di sci per prepararsi. Vince, e si guadagna una partenza in Coppa del Mondo. A Killington, con il pettorale 36, chiude diciassettesima. In primavera, un secondo posto ai campionati nazionali le riapre le porte della squadra.

Prima di tutto compagna di squadra

Paula Moltzan ha spesso brillato per gli altri. Ai Mondiali di Méribel, nel 2023, è campionessa del mondo del parallelo a squadre, con Nina O’Brien, River Radamus e Tommy Ford. Ai Giochi di Pechino, nel 2022, la stessa gara lascia gli americani ai piedi del podio.

Nel 2020 diceva a Ski Racing: «Voglio che tu scii bene, perché rende migliore la mia squadra». È un programma.

A Cortina, a febbraio, la squadra che forma con Jacqueline Wiles è solo quarta dopo la discesa. Moltzan fa segnare il miglior tempo al primo intermedio dello slalom. La squadra passa in testa ai primi due intermedi, poi chiude terza. È un bronzo olimpico, a 25 centesimi dall’oro.

River Radamus era in tutte e quattro le sue squadre di parallelo, da Cortina 2021 a Méribel. L’accostamento va oltre. Né l’uno né l’altra fanno parlare di sé fuori dalle piste. La loro vita privata resta a casa, eppure, a 32 e 28 anni, non sono più dei debuttanti. Domenica a Sölden lui ha chiuso quarto, eguagliando il miglior risultato americano sul Rettenbach dal 2015.

Le scorte fatte in alto

A Sölden la seconda manche racconta la favola. Moltzan fa il miglior tempo nel primo settore, il secondo in quello dopo. Al secondo intermedio ha 64 centesimi di vantaggio su Lara Colturi.

La parte bassa le costa cara. Nell’ultimo settore è solo ventinovesima su trenta. Ma le scorte le ha fatte in alto. Al traguardo le resta un centesimo. È la formica della favola, quella che d’estate mette da parte per passare l’inverno, mentre la cicala canta.

I numeri della banca dati di Ski25 confermano l’indole d’attaccante. Nelle ultime cinque stagioni non ha visto il traguardo nel 21% delle sue partenze in Coppa del Mondo, nel 27,5% in slalom. Mikaela Shiffrin, nello stesso periodo, è al 6,3%. Moltzan non scia per amministrare.

La stagione della maturità

L’inverno scorso ha cambiato tutto. In classifica generale passa dal dodicesimo al sesto posto. In slalom chiude sette volte tra le prime cinque, contro una sola nella stagione precedente. In gigante sale quattro volte sul podio, a Sölden, Kranjska Gora, Špindlerův Mlýn e Åre.

Le mancava solo una vittoria. L’ha trovata dove la sua stagione 2026 era cominciata, con un secondo posto, un anno prima. A 32 anni Paula Moltzan ha vinto la prima gara di Coppa del Mondo, e bisognerà ancora fare i conti con lei.

Affronta questo inverno con sci nuovi. Dopo diciotto anni con Rossignol, secondo Le Dauphiné Libéré, è passata a Van Deer. È la prima donna equipaggiata dal marchio, e gli ha regalato la prima vittoria al femminile.

Secondo Marcel Hirscher, aprirsi alle donne faceva parte del piano, una volta affermato il marchio tra gli uomini. Sulla scelta spiega: «Facciamo sempre in modo che personalità e potenziale di prestazione vadano insieme. Paula li ha entrambi».

Lei non cercava di lasciare Rossignol, secondo TopSkiNews. A convincerla è stata la possibilità di dare davvero forma agli sci con cui corre. E un messaggio da lanciare: «Voglio dimostrare che sciare veloce è molto meno una questione di età di quanto si pensi. Ho 32 anni, ma sento di essere ancora in cammino verso il mio apice».

La cronaca della sua vittoria. Sölden: Paula Moltzan, la formica, vince per un centesimo

Fonti: banca dati Ski25 (risultati FIS); Team USA; Ski Racing (Peter Lange, 24 giugno 2020); The Boston Globe (Katie McInerney, febbraio 2026); U.S. Ski & Snowboard; Ski Racing (6 maggio 2026); TopSkiNews (Michel Roche, 24 agosto 2026); Le Dauphiné Libéré (20 agosto 2026); FIS (24 ottobre 2026).